La Sagina strisciante

Vi propongo questa prova di esplorazione botanica: la prossima volta che uscirete a piedi e vi capiterà di camminare sopra un selciato di cubetti di porfido o di mattoni, su un marciapiede con lastre di pietra o comunque su una pavimentazione che tra blocco e blocco lascia solo spazi stretti e minuscoli, fermatevi e guardate in queste fessure. Magari non troverete niente al primo sguardo, ma poi continuando ad osservare sicuramente vedrete una sorte di “muschio fiorito” (un controsenso, il muschio non fiorisce ma si riproduce per spore) che muschio non è ma un piccolo cespo di Sagina strisciante (vedi foto).

Sagina sp.

Sagina sp.

Ma guardate dove vive! Questa sì che è un’erba coraggiosa che non teme niente: è calpestata ogni giorno innumerevoli volte e non se ne preoccupa. Anzi, vuole proprio questo, poiché i suoi semini cadono anche altrove ma lei no, nasce solo se la fessura è stretta e angusta. Più è tutta schiacciata, più sta meglio! E rifugge da un bel terriccio soffice e confortevole che potrebbe trovare in una possibile vicina fioriera.

Sagina disegno

Sagina disegno

Facciamo una sosta e guardiamola bene (confrontate il disegno). La Sagina strisciante (Sagina procumbens) è davvero minuscola, con fusticini esilissimi e filiformi e foglie anch’esse filiformi con inserzione opposta sul fusticino. Anche i fiori sono minuscoli (compaiono a fine primavera) e in genere posseggono quattro piccolissimi petali bianchi sorretti da quattro sepali. L’ambiente in cui vive è estremamente selettivo e si potrebbe confondere solo con altre due specie affini, Sagina apetala e Sagina micropetala (in genere poco osservate e distinte – noi ci accontenteremo di unificarle tutte nel binomio Sagina strisciante). Le poche altre erbe che competono con lei per questa estrema ecologia, come la Poa annuale, l’Euforbia strisciante, la Piantaggine maggiore, l’Eragrostis e poco altro, hanno davvero sembianze diversissime.

Ora veniamo al nome. Attenzione, non confondete la nostra Sagina con la Saggina. Questo secondo nome (Saggina con la doppia g) indica un tipo di Sorgo o un’altra erba robusta che si rivela adatta per fare scope (le scope di Saggina, appunto). Niente a che fare con la nostra esile e delicata “Sagina” il cui nome sembra Linneo abbia coniato per indicare un’erba generica (Dalla Fior, 1969: 293). L’aggettivo specifico “procumbens” invece si riferisce ai fusticini prostrati e striscianti.

Infine la nostra considerazione didattica. Qualcuno avrà seminato la Sagina strisciante? Evidentemente no. Ma non nasce a caso, i suoi semi sono solo “dispersi a caso” (dal vento, dall’acqua piovana, dal calpestio delle scarpe ecc), vanno a finire chissà dove ma poi attecchiscono solo in queste nicchie ecologiche singolari e davvero estreme.

La città, in questo caso, è davvero ospitale per quest’erba. Che meraviglia!

Sagina per cfr

Sagina per cfr

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