La Parietaria

Parietaria sui muri

Parietaria sui muri

Male e bene si fondono incredibilmente nella Parietaria: terribile e temuta da chi soffre d’allergia indotta dai suoi pollini, ricercata dagli erboristi per le sue eccellenti proprietà diuretiche, emollienti e rinfrescanti.

Per noi, che vogliamo capire come funziona la distribuzione delle erbe nei vari ambienti, è anch’essa degna d’attenzione ma talora anche un rompicapo per la sua capacità colonizzatrice di ambienti diversi (ma diversi solo all’apparenza).

Cominciamo dal riconoscerla, precisando che in questa scheda ci occupiamo della specie più comune e ubiquitaria, la Parietaria officinalis.

Parietaria fiori e foglie

Parietaria fiori e foglie

Come si può vedere bene dalla fotografia qui a lato, ha foglie ovato-lanceolate disposte in modo alterno sul fusticino (alto da pochi centimetri fino a 40-60 nelle forme più esuberanti). Le singole foglie hanno un picciolo ben visibile (1-2 cm) e, carattere inconfondibile, ciascuna reca all’ascella della propria attaccatura al fusticino un grumo di minuscoli fiori. Si, proprio così, quelle “robette” giallo-verdastre sono i fiori della Parietaria, con calice, corolla, stami e pistillo, tutto minuscolo. Anzi, questa è un’ulteriore ottima opportunità per smontare l’istintivo concetto di fiore come “cosa bella e colorata” e costruire il concetto di fiore come struttura destinata alla riproduzione, grande o piccola che sia, bella o all’apparenza insignificante (guardate sempre la foto – curiosate su Google immagini digitando Parietaria officinalis).

Passiamo al nome. Che si chiami “Parietaria” viene logico, visto che spesso vive sui muri e sulle pareti. L’aggettivo “officinalis” (da “officina” = farmacia) è il richiamo alle sue virtù sopra accennate. Ma quest’erba, diffusissima, è anche conosciuta come “Vetriola” perché un tempo se ne facevano mazzetti per lavare le bottiglie grazie alla presenza sulle foglie di microcristallini che avevano un effetto pulente.

E veniamo all’ecologia: predilige situazioni molto disturbate in cui ci sia accumulo di humus, nitrati e nutrienti: bordi ombrosi di vie, angoli appartati nei giardini, sgomberi e zone di risulta e, naturalmente, vecchi muri (in questi, nelle posizioni sommitali più assolate può essere sostituita dall’affine Parietaria diffusa – ah, la biodiversità!).

Nelle foto (in alto e qui sotto), due situazioni tipo. Quindi anch’essa, pur apparentemente anarchica, dove nasce NON nasce per caso.

Parietaria sui bordi via

Parietaria sui bordi via

Archivio fioriture