Quando gli antichi giardini rivivono

L’esperienza del Giardino Parolini di Bassano del Grappa (VI)

di Alessandro Bedin

Fiori nuovi

Sabato e domenica 16 e 17 aprile scorso si è tenuta a Bassano del Grappa (VI) la 6° edizione della manifestazione “Di Rara Pianta”, mercato (e non solo) di espositori di piante e fiori, ideata e coordinata dal Rotary Club Bassano Castelli con il patrocinio dell’Orto Botanico di Padova. Nella due giorni, nell’antico Giardino di Alberto Parolini, riordinato e restaurato con interventi anche importanti, si sono articolate varie attività: commercio di piante, divulgative, esperienze educative per i più piccoli e manifestazioni musicali e danzanti.

Le attività di restauro del Giardino hanno comportato una serie di interventi drastici ma necessari (come tagli di alberi ed arbusti), che non sono stati esenti da polemiche. Come spesso accade quando si interviene a proposito sugli alberi (cioè con la supervisione di professionisti competenti e riconosciuti), si è facilmente obiettivo di critiche anche a sproposito. L’importante, per tutti, sarebbe di cercare di informarsi in modo adeguato e cercare di capire dinamiche naturali non sempre così facilmente comprensibili da noi uomini. “Fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”, recita il detto, ed è davvero difficile far capire a chi non è del settore che spesso è necessario tagliare alberi per far crescere gli alberi (sempre se si interviene con l’aiuto di professionisti competenti).

Fiori e colori

Un Giardino vivo e pulsante. A “Di rara Pianta”, comunque, sono state moltissime le Con gli amici di Flora cafèiniziative nell’iniziativa come quella dello scambio di semi a cura di Adipa ma anche la preziosa collaborazione con l’Orto Botanico più antico del mondo, quello di Padova, patrimonio Unesco, il Muse di Trento e i laboratori didattici di Flora Cafè. Un doveroso plauso al botanico Giuseppe Busnardo, deus ex machina della manifestazione (e competente supervisore al restauro del Giardino) che, con impegno magistrale, ha cercato collaborazioni, coinvolgimenti ed è riuscito nel pregevole intento di rendere vivo e pulsante il Giardino Parolini. Che, in qualche modo, è stato, seppur per un fine settimana, l’ombelico del mondo. C’è da sperare che tale iniziativa possa continuare negli anni per rendere sempre più vitale un giardino non grande ma sicuramente affascinante ed unico.