Tempo di Papaveri

 

Papavero comune

Ci siamo: da giorni le macchie rosse dei Papaveri sono apparse lungo le strade, nei campi, negli incolti, lungo le massicciate ferroviarie, nei seminativi a riposo. Uno spettacolo per la vista, e non solo. Puntuali, sentono che è giunto il loro tempo di fiorire. Qualcuno mi dice: “ne vedo sempre di meno”, e forse un po’ è vero, ma in realtà sono tutt’ora diffusi. Sono le città e le periferie ad essere cambiate, ed anche il nostro tempo, sempre più frettoloso e poco incline ad osservare senza fretta. E poi è il loro “storico compagno”, il Fiordaliso, ad essere veramente sull’orlo dell’estinzione locale. Vederlo è diventato un evento eccezionale.

Papavero alpino

Inutile dire come si riconoscono i Papaveri. Forse però qualche suggerimento a saperne un po’ di più può essere interessante. Salvo le specie alpine (vedi qui a fianco), sono tutte piante annuali. Il che vuol dire che compiono il loro ciclo vitale in meno di un anno (pochissimi mesi in genere) e che trascorrono tutto il tempo fino alla successiva germinazione allo stato di seme “invisibile nel terreno”. Questo breve ciclo di vitale è la causa che fa loro prediligere terreni smossi, sarchiati, instabili, effimeri e li fa rifuggire da ambienti stabili (una assoluta rarità vedere Papaveri in prati permanenti da foraggio).

Poi è curiosa l’origine del nome Papavero. Secondo il nostro pluricitato Dalla Fior (1969: 327), il nome sarebbe già stato in uso presso i Romani, forse derivato dal celtico “papa”, in quanto anticamente si mescolava del suo succo nelle “pappe” dei bambini per aiutare il loro sonno. Che i Papaveri abbiano queste proprietà è cosa ben nota, basti pensare a certi Papaveri coltivati il cui aggettivo specifico è “somniferum”.
Ancora una nota sui nomi: con il termine “rosole” si indicano invece le rosette giovani delle foglie basali, spesso ricercate per uso alimentare.

Papaver apulum frutto

 

Papavero comune frutto

Il Papavero più comune è Papaver rhoeas (aggettivo che indica la caducità dei petali), ma ne esistono diverse altre specie spontanee in Italia. Sempre tra le annuali che si accompagnano alle messi possiamo ricordare il Papavero pugliese (Papaver apulum), diffuso al meridione ma parecchio raro al nord. Si distingue, per il frutto irsuto, dal Papavero più comune (con frutto invece glabro – guardate le figure). E poi per finire, come non ricordare la specie perenne dei nostri monti, il Papavero alpino (Papaver aurantiacum) che d’estate formare spettacolari macchie gialle sui ghiaioni dolomitici. Un altro spettacolo per gli occhi, e non solo.

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