La Rosa di Natale e gli Ellebori

Rosa di Natale

Rosa di Natale

Natale è il momento stagionale per parlare della …“Rosa di Natale” e degli Ellebori in genere. Anzi, a parte gli esemplari forzati che avrete potuto vedere dai fioristi in queste settimane, in natura è tra gennaio e febbraio che prende inizio il loro periodo di fioritura. E’ questo, per noi, il periodo della loro scoperta. Partiamo dalla “Rosa di Natale” che, a dispetto del nome ingannatore, non è una Rosa ma un tipo (meglio, una specie) di Elleboro. Forse la bellezza della sua grande corolla bianca, capace di schiudersi d’inverno quando il sottobosco è ancora pigramente dormiente e spento, ha fatto coniare questo nome improprio che però evoca una magia natalizia.
Secondo il nostro Dalla Fior (1969: 310) il termine Elleboro era già stato coniato dai Greci, ma l’Elleboro selvatico che potevano vedere nei loro ambienti era (ed è tutt’ora) la specie Helleborus orientalis, un tipo di Elleboro che non cresce spontaneo in Italia. Poi il termine Elleboro, nel medioevo e nel rinascimento, andò soggetto a confusione e venne usato per indicare piante diverse. Linneo, nel 1700, fece ordine e istituì un preciso genere Helleborus riunendo le pianticelle i cui fiori avevano certe caratteristiche comuni. La “Rosa di Natale” è perciò correttamente l’Elleborus niger, nome coniato da Linneo forse perché il rizoma essiccato assume un colore nerastro. Questo suo rizoma era noto già in antichità perché se ne tentò un uso medico-veterinario, ma presto venne abbandonato poiché l’effetto tossico era maggiore di quello benefico. Tutti gli Ellebori sono velenosi e non vanno sottovalutati. Velenosi ma bellissimi, basta usarli solo per goderne la vaghezza dei colori e delle forme.

Elleboro verde

Elleboro verde

L’Elleboro selvatico più comune nei nostri ambienti è l’Elleboro verde (Helleborus viridis), con un binomio anch’esso coniato da Linneo per marcarne il colore verde in tutte le sue parti, corolla compresa. Precoce e frequente, compare già a fine gennaio in collina e in qualche bosco relitto della pianura, più tardi logicamente nella bassa montagna, più tardi ancora in ambienti montani (arriva ai 1500-1600 metri di quota).
La “Rosa di Natale”, invece, è assai meno frequente in natura e manca in ampie zone geografiche del settentrione. Vive in sottoboschi generalmente con suoli asciutti, ma può spingersi anche in radure e anfratti. Se vive a quote medio elevate (1500-1800 m.) fiorisce quando va via la neve, quindi anche a maggio-giugno, quando il Natale è veramente un ricordo lontano e passato.

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